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	<title>Brani e Letture &#187; armonia</title>
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	<description>storie che fanno crescere</description>
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		<title>L&#8217;IMPORTANZA DELLA RIFLESSIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ringrazio Annapia per questo racconto.</p> <p>Da due settimane Chiara si stava preparando per partire destinazione Londra dove l&#8217;aspettava il suo ragazzo.</p> Aveva fatto e rifatto piu&#8217; volte la valigia indecisa su quello che doveva portare.L&#8217;incertezza del tempo e l&#8217;emozione, le stavano giocando tiri bassi ed entrambe le cose contribuivano a metterla maggiormente in confusione. Giunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>Ringrazio <strong>Annapia</strong> per questo racconto.</p>
<p>Da due settimane Chiara si stava preparando per partire destinazione Londra dove l&#8217;aspettava il suo ragazzo.</p></div>
<div>Aveva fatto e rifatto piu&#8217; volte la valigia indecisa su quello che doveva portare.L&#8217;incertezza del tempo e l&#8217;emozione, le stavano giocando tiri bassi ed entrambe le cose contribuivano a metterla maggiormente in confusione.<span id="more-316"></span></div>
<div>Giunto il mattino della partenza, chiamo&#8217; un taxi per farsi portare all&#8217;areoporto,dove giunse con un notevole anticipo.Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comperare un libro Compro&#8217; anche un pacchetto di biscotti e si diresse nella sala d&#8217;attesa VIP per stare piu&#8217; tranquilla.</div>
<div>Accanto a lei c&#8217;era una sedia con i biscotti e dall&#8217;altra parte ,un distinto signore intento a leggersi un giornale.</div>
<div>Chiara si guardo&#8217; un po&#8217; attorno,infine dopo averlo estratto dalla borsa,apri&#8217; il libro nell&#8217;intento di leggerlo,allungo&#8217; la mano per prendere il primo biscotto,ma contemporaneamente anche l&#8217;uomo accanto ne prese uno,lei si senti&#8217;indignata ma non disse nulla e continuo&#8217; a leggere il suo libro. Tra se&#8217; penso&#8217; &#8220;Ma tu guarda,se solo avessi un po&#8217; di piu&#8217; di coraggio l&#8217;avrei insultato&#8230;&#8221;</div>
<div>Cosi&#8217; ogni volta che lei prendeva un biscotto,il signore accanto a lei,senza scomporsi allungava la  mano prendendone uno anche lui&#8230;proseguirono cosi&#8217; finche&#8217; non rimase che un solo biscotto e Chiara penso&#8217;&#8221;adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!&#8221;</div>
<div>Il signore sempre senza distogliere lo sguardo dal suo giornale,prese l&#8217;ultimo biscotto e lo spezzo&#8217; in due prendendo  la sua meta&#8217;.</div>
<div>&#8220;Questo e&#8217; troppo &#8220;penso&#8217;e comincio&#8217; a sbuffare indignata,prese le sue cose,il libro e la borsa e si diresse verso l&#8217;uscita della sala d&#8217;attesa.</div>
<div>Quando si senti&#8217; un po&#8217; meglio e la rabbia era un po&#8217; svanita,si sedette su di una sedia lungo il corridoio per evitare altri spiacevoli incontri.Chiuse il libro ed apri&#8217; la borsa per infilarlo dentro ma con grande sorpresa s&#8217;accorse che il pacchetto di biscotti era ancora li&#8217; tutto intero nel suo interno.</div>
<div>Provo&#8217; un immenso senso di vergogna capendo che quel pacchetto di biscotti simile al suo era di quel signore seduto accanto a lei che pero&#8217; aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato,nervoso o superiore,al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura sentita ferita nell&#8217;orgoglio.</div>
<div>La conclusione e&#8217; evidente.Quante volte nella nostra vita abbiamo mangiato e mangeremo i biscotti di un altra persona senza saperlo&#8230;.Dunque,prima di arrivare ad un giudizio affrettato e prima di pensare male di una persona,guardiamo con piu&#8217; attenzione le cose,riflettendoci a lungo,perche&#8217; molto spesso le situazioni non sono proprio come appaiono..</div>
<div><span style="font-family: 'arial black', sans-serif;"><br />
</span></div>
</div>
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		<title>I musicanti di Brema</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 18:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>C’era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai non era più capace di portare pesi e si stancava facilmente, per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla ad aspettare la morte.<br /> L’asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai non era più capace di portare pesi e si stancava facilmente, per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla ad aspettare la morte.<br />
L’asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della sua vita. Decise di andarsene a Brema, dove sperava di poter vivere facendo il musicista.<span id="more-300"></span><br />
Si era incamminato da poco quando incontrò un cane, magro e ansante.<br />
&#8220;Come mai hai il fiatone?&#8221; gli chiese.<br />
&#8220;Sono dovuto scappare in tutta fretta per salvare la pelle&#8221; gli rispose il cane. &#8220;Il mio padrone voleva uccidermi, perché ora che sono vecchio non gli servo più&#8221;.<br />
&#8220;Purtroppo è vero – continuò &#8211; non sono più capace di rincorrere la selvaggina come una volta, e sono così debole che non spavento più nessuno. Ma ora come farò a procurarmi da mangiare?&#8221;concluse depresso.<br />
&#8220;Vieni a Brema con me&#8221; suggerì l’asino. &#8220;Laggiù faremo fortuna con la musica: io suonerò il liuto e tu mi darai il ritmo con il tamburo&#8221;<br />
Il cane accettò la proposta e s’incamminò con il nuovo amico.<br />
Non avevano percorso molta strada che s’imbatterono in un gatto che miagolava disperato.<br />
&#8220;Cosa ti è successo per lamentarti in questa maniera?&#8221; gli chiese l’asino.<br />
&#8220;Sono vecchio e soffro d’artrite, per questo non sono più agile come una volta e devo stare al caldo. Ma vedendomi riposare vicino al caminetto, ieri il mio padrone si è infuriato, mi ha accusato di essere un fannullone, mi ha rimproverato di non saper acciuffare nemmeno un topolino e mi ha cacciato da casa. Senza pietà! Pensare che l’ho servito fedelmente per tutta la vita!… Ora non so proprio dove andare, non so proprio come sbarcare il lunario!&#8221; rispose singhiozzando il gatto.<br />
&#8220;Allora vieni a fare il musicista con noi a Brema&#8221; gli dissero insieme l’asino e il cane.<br />
Il gatto non se lo fece ripetere due volte e pieno di speranza si unì a loro.<br />
Passando davanti ad una fattoria, furono distratti da un gallo che schiamazzava rincorso da una massaia.<br />
&#8220;Mi vuole tirare il collo! Vuole me perché non ha un tacchino da cucinare per il pranzo della domenica! Mi vuole tirare il collo!&#8221; urlava terrorizzato.<br />
I tre compari gli gridarono: &#8220;Vieni con noi! Con la tua bella voce conquisteremo Brema!&#8221;<br />
Non ebbero il tempo di aggiungere altro che, appollaiato sulla schiena dell’asino, sentirono il gallo che li incitava:<br />
&#8220;Corriamo, corriamo, prima che la padrona mi acchiappi!&#8221;<br />
Una corsa disperata fin nel folto del bosco. Lì finalmente ripresero fiato!<br />
Ormai si era fatto buio e, si sa, di notte non è prudente viaggiare. Dovevano cercare qualcosa da mangiare e un posto per dormire almeno per quella notte. Rifocillati e riposati, l’indomani sarebbero ripartiti per Brema.<br />
Fu allora che sentirono dei rumori …<br />
Nascosti tra i cespugli, si guardarono intorno … videro una casa: ecco da dove arrivavano brusio, risate e… un profumo d’arrosto!<br />
Erano così stanchi e così affamati!<br />
Cercando di non fare rumore si avvicinarono alla casa e, con cautela, sempre senza farsi scorgere, guardarono all’interno attraverso la finestra.<br />
Non potevano credere ai loro occhi! In mezzo alla stanza c’era un tavolo colmo di buone cose: un tacchino ripieno, mortadelle invitanti, formaggi di tutti i tipi, pane d’ogni forma, torte stupende, frutta profumata,…<br />
&#8220;Potremmo chiedere ospitalità…&#8221; non ebbero il tempo di aggiungere altro, che i quattro amici videro avvicinarsi al tavolo quattro ceffi paurosi. Dunque quello era il covo dei briganti!<br />
Se quei tipacci li avessero visti, sarebbe stata la loro fine!<br />
Si sa che la fame aguzza l’ingegno!<br />
Nascosti tra i cespugli, studiarono un piano diabolico, che avrebbe spaventato quei briganti, così da obbligarli a scappare dal loro covo e da lasciare tutto quel ben di dio da mangiare a loro completa disposizione.<br />
Nel buio e nella tranquillità della notte, interrotti solo dalla luce che irradiava dall’interno della casa e dal vociare sguaiato dei briganti, si avvicinarono alla finestra.<br />
In silenzio perfetto l’asino appoggiò le zampe sul davanzale, il cane balzò sul dorso dell’asino, il gatto si arrampicò fin sulla testa del cane e il gallo si appollaiò sulle spalle del gatto.<br />
Quindi ad un cenno dell’asino, diedero inizio al loro primo concerto:<br />
… e fu tutto un ragliare, abbaiare, miagolare e schiamazzare.<br />
Un inferno! Terrorizzati, i quattro briganti cercarono la salvezza fuori dalla casa, ma all’uscita furono investiti da un essere che calciava, graffiava, mordeva, beccava!<br />
Un INFERNO! Scapparono per non tornare mai più in quel luogo maledetto!<br />
I quattro amici non ci pensarono due volte: si precipitarono all’interno della casa, senza esitare si sedettero intorno al tavolo… e …<br />
credo che siano ancora lì che mangiano e ridono, che ridono e mangiano…<br />
Lì era il Paradiso!</p>
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		<title>L’Orchestrana che diventò Orchestrina</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
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		<category><![CDATA[orgoglio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.<br /> Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.<br />
Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. <span id="more-123"></span>Non solo, ma ciascuno voleva suonare le melodie che aveva nel cuore e non accettava di eseguire uno spartito. Tutti ritenevano ciò una imposizione intollerabile che violava la loro libertà di espressione.<br />
Quando al mattino si svegliavano ognuno cominciava a suonare liberamente le proprie melodie e per superare gli altri usava i toni più forti e violenti. Risultato: un inferno di caotici rumori. Sicché tutti chiamavano quel complesso l’Orchestrana.<br />
Una notte capitò che la batteria non riuscisse a chiudere occhio per il nervoso. Per passare il tempo cominciò a scatenarsi con le sue percussioni. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Per la prima volta tutti gli strumenti si trovarono d’accordo su una cosa: la decisione di andare ognuno per conto suo.<br />
Stavano per uscire quando alla porta bussò una bacchetta con uno spartito sotto il braccio in cerca di strumenti da dirigere.<br />
Parlando con garbo e diplomazia chiese loro di fare una nuova esperienza, quella di suonare ognuno secondo la propria natura, ma con note, ritmi e tempi armonizzati.<br />
“Con un occhio guardate lo spartito, con l’altro i miei cenni, dopo che avrò dato il via, disse la bacchetta”.<br />
Un po’ perché erano molto stanchi del caos in cui vivevano, un po’ per la curiosità di fare una nuova esperienza, accettarono.<br />
Si misero a suonare con passione dando ognuno il meglio di se stesso e con una obbedienza totale alla bacchetta… magica.<br />
A mano a mano che andavano avanti si ascoltavano l’un l’altro con grande piacere. Quando la bacchetta fece il cenno della fine un’immensa felicità riempiva il loro cuore: avevano eseguito il famoso Inno alla gioia di Beethoven. L’Orchestrana era diventata un’Orchestrina.</p>
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