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	<title>Brani e Letture &#187; amore</title>
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		<title>La grotta a cinque stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 23:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>​Il Grande Padre dei cieli è preoccupato per il suo figlio partito per una missione unica ed eccezionale sulla terra. Dopo nove mesi dalla sua partenza, arriva il momento della nascita tra gli uomini. Non ha forse rischiato troppo? Come sarà accolto? Il grande piano avrà un buon inizio?<br /> ​Nella sua saggezza eterna, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>​Il Grande Padre dei cieli è preoccupato per il suo figlio partito per una missione unica ed eccezionale sulla terra. Dopo nove mesi dalla sua partenza, arriva il momento della nascita tra gli uomini. Non ha forse rischiato troppo? Come sarà accolto? Il grande piano avrà un buon inizio?<span id="more-326"></span><br />
​Nella sua saggezza eterna, il Padre di tutti medita d’inviare un messaggero. Lascia da parte gli angeli grandi (Gabriele, Michele e Raffaele) e chiama uno tra i più piccoli, Serafino, al quale domanda di agire nella più grande discrezione.<br />
“Vedi, gli dice, se puoi verificare come vanno le cose laggiù in questi giorni. Dovrebbe nascere mio Figlio e avrà un nuovo nome: “Gesù”. Vorrei che tutto si svolgesse secondo il mio piano. Va, controlla e poi mi riferirai.”<br />
​L’angioletto, pur nella sua santità, ha un sussulto di orgoglio per una missione tanto speciale affidatagli da Dio.</p>
<p>​Così, la sera del 24 dicembre, si trova sulla terra.<br />
​Molti sono arrivati a Betlemme, per il censimento comandato dall’imperatore Augusto. Serafino cammina tra gente del paese, vestito da piccolo pastore. Curiosa dappertutto e s’infila nei luoghi più impensati, ha l’aria di un piccolo monello. La sua presenza non attira la curiosità della gente.<br />
​Incontra finalmente Maria e Giuseppe, affaticati, che domandano inutilmente un posto dove passare la note. Li segue a una certa distanza. Davanti al rifiuto di accogliere la giovane copia, egli si avvicina, vuole intervenire, ma evita di giustezza un colpo di piede dal proprietario della locanda. Si rende conto di osare troppo e di venir meno alla promessa. Si ritira e attende.<br />
​I due pellegrini prendono il sentiero che conduce ad una grotta ed entrano per trovare un rifugio per la notte. Serafino li vede, li segue, per discrezione resta fuori e si siede vicino ad un cespuglio ed aspetta.<br />
Il silenzio tutto intorno è affascinante e le stelle nella notte sono luminose. L’angioletto, inviato da Dio, sente sonno, chiude gli occhi e a poco a poco si addormenta.<br />
​L’armonia di un canto nuovo lo sveglia e si trova illuminato da una luce affascinante. Sogno o realtà? Vede arrivare gente. Si rimprovera per quel sonno che non gli ha permesso di vegliare. Corre davanti all’ingresso della grotta, entra, s’ intrufola e arriva vicinissimo a… Qui vede la più tenera e affettuosa scena che si può immaginare: Maria stringe le braccia quello che si è fatto carne nella sua carne. Accarezza il bambino che l’ha creata.<br />
​Giuseppe dispone la greppia per farne una culla. Maria chiama Serafino e gli dice: “Senti, puoi rendermi un piccolo servizio? Custodisci il mio bambino, mentre io ricevo i doni dei pastori. ” L’angioletto si emoziona e con la più grande attenzione accoglie Gesù tra le sue braccia e lo contempla. Il neonato ha gli occhi chiusi e dorme.</p>
<p>​Per qualche giorno Serafino diventa un familiare dei tre personaggi e si offre per piccoli servizi: attinge l’acqua al ruscello, cerca la legna per il fuoco, accompagna Giuseppe a Betlemme per qualche acquisto.<br />
​Felice, vorrebbe restare per sempre. Ma, come tutto non dipende da lui, riceve un messaggio urgente: “Torna a casa, Serafino, il Signore ti aspetta!”.<br />
​Obbedisce, prepara in fretta il suo rapporto e si domanda: “Crederanno a tutto quello che visto?”<br />
​Nel giorno del rientro, si trova davanti alla grande assemblea celeste, composta da angeli, arcangeli, santi, patriarchi, re e profeti, davanti al trono celeste. Tutti curiosi in ascolto.<br />
​Il piccolo Serafino si esprime così “Ho visto quello che nessuno di voi può sognare. Il Figlio del Dio, Padre di noi tutti, è nato piccolo come gli altri bambini figli di donne sulla terra. Non è nato in un palazzo, ma in una grotta, là dove i pastori e gli animali si rifugiano. Un luogo unico, scelto dall&#8217;Altissimo, nello spazio infinito.<br />
​* Ho visto la tenerezza della mamma, che l’abbraccia, lo accarezza e lo tiene vicino al seno. Un momento eccezionale, scelto da Dio, nel tempo infinito! Maria, la mamma di Gesù, è illuminata dalla grande stella dell’AMORE, che ha il compito di rimuovere tutti gli egoismi e le rivalità nel mondo.<br />
​* Ho visto Giuseppe, colui che sostituisce sulla terra il Padre de l’universo. E’ accompagnato da una bellissima stella, la stella della GIUSTIZIA, che ha la missione di abbattere prepotenze, guadagni ingiusti e miserie sociali.<br />
​* Ho visto i pastori, uomini, donne e bambini, poveri, che arrivano con i loro doni. Hanno anche loro una stella, la terza, quella dell’UMILTÀ, che si contrappone all’arroganza, all’ipocrisia e alla violenza tirannide.<br />
​* Ho avuto il tempo di vedere anche i Re Magi, che vengono da molto lontano, cavalcano cammelli e offrono doni meravigliosi. Li guida la stella della FRATERNITÀ UNIVERSALE, fatta per distruggere barriere razziali, tribali, religiose, nazionali.​<br />
​* L’ultima stella è quella del bue e dell’asino, i due animali che riscaldano la grotta del neonato. A loro si sono aggiunti altri arrivati con i pastori: pecore, cani, piccioni… La loro stella è quella de l’ECOLOGIA, con i colori dell’arcobaleno. E’ creata per la salvaguardia dell’universo e contro lo sfruttamento selvaggio della natura.</p>
<p>​Sto a guardare, quando le cinque stelle salgono in cielo, si uniscono insieme e formano un unico astro immenso, perfetto ed incantevole per illuminare tutti i tempi e tutti gli spazi di bellezza, di verità e di bontà. Annuncio del mondo che verrà.<br />
​A questa visione gli uomini e le donne sulla terra si fermano, gli animali della creazione si arrestano, i fiumi, i venti, i mari, tutti interrompono la loro corsa. Sull’universo scende un grande silenzio e una immensa pace. Si sente solo il respiro leggero del bambino. Tutti tendono verso questo soffio per una creazione nuova”.</p>
<p>​Al termine della descrizione di Serafino, l’immensa assemblea celeste, composta da angeli, arcangeli, santi, profeti, patriarchi e re, davanti al trono di Dio, si alza in piedi e inizia un canto solenne, che risuona su tutto il creato: “Santo, Santo, Santo, il Signore dell’universo!”.<br />
​A questo ritornello, la gente, uomini, donne e bambini, sulla terra, risponde in coro: “Egli sarà grande in tutta la terra, sarà lui-stesso la nostra pace!”</p>
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		<title>Il Natale di Martin</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso. Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso. Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, usava materiali di buona qualità e per di più non si faceva pagare troppo.</p>
<p>Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e Martin si era disperato al punto di rimproverare Dio. Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo. E Martin gli aprì il suo cuore.<br />
<span id="more-324"></span><br />
- Non ho più desiderio di vivere &#8211; gli confessò. &#8211; Non ho più speranza.<br />
Il vegliardo rispose: « La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi.<br />
Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta cominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno.<br />
E cosi accadde che una sera, nel Vangelo di Luca, Martin arrivò al brano in cui un ricco fariseo invitò il Signore in casa sua. Una donna, che pure era una peccatrice, venne a ungere i piedi del Signore e a lavarli con le sue lacrime. Il Signore disse al fariseo: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e non mi hai dato acqua per i piedi. Questa invece con le lacrime ha lavato i miei piedi e con i suoi capelli li ha asciugati&#8230; Non hai unto con olio il mio capo, questa invece, con unguento profumato ha unto i miei piedi».<br />
Martin rifletté. &#8211; Doveva essere come me quel fariseo. Se il Signore venisse da me, dovrei comportarmi cosi? &#8211; Poi posò il capo sulle braccia e si addormentò.<br />
All&#8217;improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. Non c&#8217;era nessuno. Ma senti distintamente queste parole: &#8211; Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io verrò.<br />
L&#8217;indomani mattina Martin si alzò prima dell&#8217;alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, poi un acquaiolo. E poi un vecchio di nome Stepanic, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin che lo vide e continuò il suo lavoro.</p>
<p>Dopo aver dato una dozzina di punti, guardò fuori di nuovo. Stepanic aveva appoggiato la pala al muro e stava o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin usci sulla soglia e gli fece un cenno. &#8211; Entra· disse &#8211; vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo.<br />
- Che Dio ti benedica!- rispose Stepanic. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde.<br />
- Non è niente &#8211; gli disse Martin. &#8211; Siediti e prendi un po&#8217; di tè.<br />
Riempi due boccali e ne porse uno all&#8217;ospite. Stepanic bevve d&#8217;un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po&#8217;. Martin gli riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin continuava a guardar fuori della finestra.<br />
- Stai aspettando qualcuno? &#8211; gli chiese il visitatore.<br />
- Ieri sera- rispose Martin &#8211; stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse coi dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno mormorare: &#8220;Guarda in strada domani, perché io verrò&#8221;.</p>
<p>Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance. &#8211; Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l&#8217;anima e per il corpo.<br />
Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale. Mentre guardava fuori della finestra, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì un po&#8217; di pane e della zuppa. &#8211; Mangia, mia cara, e riscaldati &#8211; le disse.<br />
Mangiando, la donna gli disse chi era: &#8211; Sono la moglie di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle.<br />
Martin andò a prendere un vecchio mantello. &#8211; Ecco &#8211; disse. È un po&#8217; liso ma basterà per avvolgere il piccolo.<br />
La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. &#8211; Che il Signore ti benedica.<br />
- Prendi &#8211; disse Martin porgendole del denaro per disimpegnare lo scialle. Poi l’accompagnò alla porta.<br />
Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un&#8217;ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po&#8217;, vide una donna che vendeva mete da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all&#8217;altra. Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente.<br />
Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. &#8211; Lascialo andare, nonnina &#8211; disse Martin. &#8211; Perdonalo, per amor di Cristo.<br />
La vecchia lasciò il ragazzo. &#8211; Chiedi perdono alla nonnina &#8211; gli ingiunse allora Martin.<br />
Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: &#8211; Te la pagherò io, nonnina.<br />
- Questo mascalzoncello meriterebbe di essere frustato &#8211; disse la vecchia.<br />
- Oh, nonnina &#8211; fece Martin &#8211; se lui dovesse essere frustato per aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati? Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto a un giovane sconsiderato.<br />
- Sarà anche vero &#8211; disse la vecchia &#8211; ma stanno diventando terribilmente viziati.<br />
Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo sì fece avanti. &#8211; Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada.</p>
<p>La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme.<br />
Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più a infilare l&#8217;ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale.<br />
Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. Una voce gli sussurrò all&#8217;orecchio: &#8211; Martin, non mi riconosci?<br />
- Chi sei? &#8211; chiese Martin.<br />
- Sono io &#8211; disse la voce. E da un angolo buio della stanza uscì Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola.<br />
- Sono io &#8211; disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio. Sorrise. Anche il piccolo rise. Poi scomparvero.<br />
- Sono io &#8211; ancora una volta la voce. La vecchia e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono.<br />
Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse: Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste. In fondo alla pagina lesse: Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me.<br />
Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo.</p>
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		<title>Ascolta la mia voce &#8211; Papa Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 20:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Creatore della natura e dell&#8217;uomo,<br /> della verità e della bellezza, levo una preghiera:<br /> ascolta la mia voce,<br /> perché è la voce delle vittime di tutte le guerre<br /> e della violenza tra gli individui e le nazioni;<br /> ascolta la mia voce,<br /> perché è la voce di tutti i bambini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Creatore della natura e dell&#8217;uomo,<br />
della verità e della bellezza, levo una preghiera:<br />
ascolta la mia voce,<span id="more-289"></span><br />
perché è la voce delle vittime di tutte le guerre<br />
e della violenza tra gli individui e le nazioni;<br />
ascolta la mia voce,<br />
perché è la voce di tutti i bambini che soffrono e che soffriranno<br />
ogni volta che i popoli ripongono la loro fiducia<br />
nelle armi e nella guerra;<br />
ascolta la mia voce,<br />
quando ti prego di infondere nei cuori di tutti gli esseri umani<br />
la saggezza della pace, la forza della giustizia<br />
e la gioia dell&#8217;amicizia;<br />
ascolta la mia voce,<br />
perché parlo per le moltitudini di ogni paese<br />
e di ogni periodo della storia che non vogliono la guerra<br />
e sono pronti a percorrere il cammino della pace;<br />
ascolta la mia voce<br />
e donaci la capacità e la forza<br />
per poter rispondere all&#8217;odio con l&#8217;amore,<br />
all&#8217;ingiustizia con una completa dedizione alla giustizia,<br />
al bisogno con la nostra stessa partecipazione,<br />
alla guerra con la pace.<br />
O Dio, ascolta la mia voce<br />
e concedi al mondo per sempre la Tua pace.</p>
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		<title>Siamo fratelli, fratelli senza frontiere &#8211; Raoul Follerau</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 20:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>O Signore,<br /> da cent&#8217;anni gli uomini hanno fatto quasi cento guerre:<br /> insegna ai tuoi figli ad amarsi.<br /> Perché, Signore, non vi è amore senza il tuo amore.<br /> Fa&#8217; che ogni giorno e per tutta la vita,<br /> nella gioia, nel dolore,<br /> noi siamo fratelli, fratelli senza frontiere.<br /> Allora i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O Signore,<br />
da cent&#8217;anni gli uomini hanno fatto quasi cento guerre:<br />
insegna ai tuoi figli ad amarsi.<span id="more-267"></span><br />
Perché, Signore, non vi è amore senza il tuo amore.<br />
Fa&#8217; che ogni giorno e per tutta la vita,<br />
nella gioia, nel dolore,<br />
noi siamo fratelli, fratelli senza frontiere.<br />
Allora i nostri ospedali saranno anche le tue cattedrali<br />
e i nostri laboratori i testimoni della tua grandezza.<br />
Nei cuori dei proscritti di un tempo<br />
risplenderanno i tuoi tabernacoli.<br />
Allora,<br />
non accettando alcuna tirannia che quella della tua bontà,<br />
la nostra civiltà, martoriata dall&#8217;odio,<br />
dalla violenza e dal denaro,<br />
rifiorirà nella pace e nella giustizia.<br />
Come l&#8217;alba diventa aurora e poi giorno,<br />
voglia il tuo amore<br />
che i figli del duemila nascano nella speranza,<br />
crescano nella pace, si estinguano infine nella luce,<br />
per ritrovare Te, Signore, che sei la Vita.</p>
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		<title>Preghiera allo Spirito Santo &#8211; Hermann Schalück</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 20:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spirito Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi, o Dio, noi ti preghiamo: mandaci oggi il tuo Spirito!<br /> E sia per noi un fuoco ardente e luminoso,<br /> illumini le nostre tenebre e ravvivi una volta ancora il nostro amore.<br /> Sia per noi un alito soave, consoli e tranquillizzi<br /> la nostra pusillanime trepidazione per futuro.<br /> Sia per noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, o Dio, noi ti preghiamo: mandaci oggi il tuo Spirito!<br />
E sia per noi un fuoco ardente e luminoso,<br />
illumini le nostre tenebre e ravvivi una volta ancora il nostro amore.<span id="more-260"></span><br />
Sia per noi un alito soave, consoli e tranquillizzi<br />
la nostra pusillanime trepidazione per futuro.<br />
Sia per noi una brezza forte,<br />
ci faccia navigare arditamente<br />
e indirizzi a nuovi orizzonti il nostro cammino.<br />
Sia per noi tempesta che rende l&#8217;aria pura.<br />
Sia per noi acqua, che fa crescere fiori nuovi dopo la siccità.<br />
O Signore della nostra vita e della nostra storia,<br />
il tuo Spirito ci faccia toccare con mano che l&#8217;antica missione,<br />
che in verità tu ci hai affidato,<br />
può ancora trasformare il mondo in questi tempi nuovi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Essere costruttori di pace &#8211; Papa Paolo VI</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 20:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Signore, Dio di pace,<br /> che hai creato gli uomini<br /> oggetto della tua benevolenza,<br /> per essere i familiari della tua gloria,<br /> noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie:<br /> perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo,<br /> hai fatto di lui, nel mistero della sua pasqua,<br /> l&#8217;artefice di ogni salvezza,<br [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signore, Dio di pace,<br />
che hai creato gli uomini<br />
oggetto della tua benevolenza,<br />
per essere i familiari della tua gloria,<br />
noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie:<br />
perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo,<br />
hai fatto di lui, nel mistero della sua pasqua,<br />
l&#8217;artefice di ogni salvezza,<br />
la sorgente di ogni pace,<br />
il legame di ogni fraternità.<span id="more-253"></span><br />
Noi ti rendiamo grazie<br />
per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni<br />
che il tuo Spirito di pace<br />
ha suscitato nel nostro tempo,<br />
per sostituire l&#8217;odio con l&#8217;amore,<br />
la diffidenza con la comprensione,<br />
l&#8217;indifferenza con la solidarietà.<br />
Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori<br />
alle esigenze concrete dell&#8217;amore<br />
di tutti i nostri fratelli,<br />
affinché possiamo essere sempre più<br />
dei costruttori di pace.<br />
Ricordati, Padre di misericordia,<br />
di tutti quelli che sono in pena,<br />
soffrono e muoiono<br />
nel parto di un mondo più fraterno.<br />
Che per gli uomini di ogni razza e di ogni lingua<br />
venga il tuo regno di giustizia,<br />
di pace e di amore.<br />
E che la terra sia ripiena della tua gloria! Amen.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fame d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[lupetti]]></category>
		<category><![CDATA[scout]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sulla terra esiste un grande problema: quando si parla di mangiare si pensa subito al mangiare terreno mentre tante volte quello di cui molti uomini, donne, bambini/e è   una grande fame d’amore. <br /> Mt. 4,4.Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l&#8217;uomo, ma d’ogni parola che esce dalla bocca di Dio».<br [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla terra esiste un grande problema: quando si parla di mangiare si pensa subito al mangiare terreno mentre tante volte quello di cui molti uomini, donne, bambini/e è   una grande fame d’amore. <span id="more-185"></span><br />
Mt. 4,4.Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l&#8217;uomo, ma d’ogni parola che esce dalla bocca di Dio».<br />
Cosa vuole dire con queste parole Gesù …che non dobbiamo solo pensare di dar da mangiare al corpo ma anche dar da mangiare allo spirito, al nostro cuore.Quando andiamo a scuola non facciamo niente altro che …nutrire il nostro cervello …..anche se magari a scuola non sempre ci andiamo volentieri…….ma se non andassimo a scuola alla fine il nostro cervello morirebbe, rimarrebbe vuoto.<br />
Mangiare, accettare l’invito di Gesù, non vuol solo dire che ci dobbiamo riempire la pancia, ma dobbiamo dar da mangiare al nostro cuore, al nostro spirito, al nostro cervello. E noi Lupette/i dobbiamo fare un passo in più perché Gesù ci ha detto: Mc. 6,37.Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare».<br />
Ai nostri fratellini e sorelline noi dobbiamo dare il nostro amore senza aspettare che ci sia qualcuno a dircelo, e dobbiamo dare il nostro amore anche a chi …..non ci è molto simpatico, perché Gesù ha detto: prendete e mangiatene tutti non ha escluso nessuno e noi seguendo il suo esempio non escluderemo nessuno ……la Lupetta e il Lupetto pensa agli altri come a se stesso.<br />
Sono convinto che se Gesù tornasse sulla terra ,da bambino sarebbe un Lupetto e Maria Sua madre sarebbe una Lupetta …ma se noi guardiamo con gli occhi del cuore ogni nostro fratellino e sorellina vedremmo che Gesù è già in mezzo a noi, gioca con noi e vuole dividere con noi ogni cosa che facciamo.<br />
Apocalisse. 3,20. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.<br />
Siamo disposti ad accettare l’invito di Gesù a mangiare con Lui?</p>
<p>Se io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane cosi grande da sfamare tutta la gente che non ha da mangiare.<br />
Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole.<br />
Un pane così verrebbero a mangiarlo dal Brasile, dall’India, dall’Africa, da tutto il mondo, i poveri, i bambini, i vecchietti,     gli uccellini.  Sarà una data da studiare a memoria: UN GIORNO SENZA FAME, IL PIU’ BELLO DELLA STORIA</p>
<p>Secondo incontro sulla Messa</p>
<p>Apocalisse. 3,20.Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.<br />
Mettiamo subito in chiaro una cosa ….Molti abbinano la parola “Apocalisse “ con la fine del mondo o chissà con quali disgrazie, mentre “Apocalisse” vuol dire semplicemente Rivelazione.<br />
Questo brano, quindi ci vuol far capire, “rivelare”una cosa semplicissima. Quando noi invitiamo qualcheduno a casa nostra ……mettiamo… (per adesso è la mamma che lo fà) in ordine la casa, guardiamo che sia tutto pulito, che non ci sia troppa roba in giro e magari gli prepariamo qualche cosa da bere o qualche dolcetto. Ma allora se Gesù è un nostro amico, nostro Fratello maggiore …lo invitiamo a casa nostra cosa dovremmo fare per accoglierlo. Gesù, entra nel nostro cuore, però non lo può trovare occupato da tante cose.Se io ho bisticciato con un fratellino o una sorellina ho chiuso una parte del mio cuore a quel fratellino o sorellina…..s e ho sbuffato quando i VV.LL. mi hanno chiesto qualche cosa …ho chiuso un’altra parte del mio cuore …per non parlare poi quando papà o mamma ci chiedono di aiutarli e noi facciamo finta di niente. Si potrebbe continuare a vedere quante cose facciamo che non vanno troppo d’accordo con la Promessa da Lupetta/o e ancora di più con quello che ci chiede Gesù: Gv.13,34.Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come me vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Certo che se non solo noi, ma tutto il mondo applicasse questo piccolo ma grande comandamento andrebbe tutto meglio.Mentre aspettiamo che tutti capiscano l’importanza di questo comandamento, dobbiamo incominciare noi a metterlo in pratica.. Abbiamo mai provato a buttare una pietra dentro uno laghetto?   Si formano dei cerchi che si allargano e alla fine arrivano anche nei punti più lontani.L’amore che abbiamo nel nostro cuore deve essere come quei cerchi che pian piano arriveranno anche nei punti più lontani della terra. Se però nel nostro cuore non c’è amore, perché occupato da altere cose e perché Gesù ha trovato tutte le porte chiuse. non potremo donarlo agli altri. Gv. 14,23.«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.<br />
Un uomo aveva sempre il cielo dell&#8217;anima coperto di nere nubi. Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all&#8217;amore di Dio. Un giorno mentre errava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi scuri dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav&#8217;uomo dagli occhi limpidi. Si accorse che lo sconosciuto aveva l&#8217;aria particolarmente disperata e gli chiese: «Che cosa ti turba tanto, amico?». «Mi sento immensamente solo». «Anch&#8217;io sono solo, eppure non sono triste». «Forse perché Dio ti fa compagnia&#8230;». «Hai indovinato». «Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al suo amore. Com&#8217;è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com&#8217;è possibile che ami me?». «Vedi laggiù il nostro villaggio?», gli disse il pastore. «Ne vedi ogni casa? Vedi le finestre di ogni casa?». «Vedo tutto questo». «Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell&#8217;arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra».<br />
Una lupetta/o non disperano mai perché hanno il cuore aperto a tutti i fratellini e a Gesù, perché sanno perdonare per –donare a tutti il loro amore   perché sanno che Gesù ha detto: Luca 7,47.Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».</p>
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		<title>La mendicante e la rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>UN GIORNO SENZA FAME, IL PIU’ BELLO DELLA STORIA<br /> Un poeta che viveva in una grande città per andare all’università, percorreva ogni giorno, assieme ad una sua amica la stessa strada.In un angolo di questa via c’era una mendicante seduta che chiedeva l’elemosina. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN GIORNO SENZA FAME, IL PIU’ BELLO DELLA STORIA<br />
Un poeta che viveva in una grande città per andare all’università, percorreva ogni giorno, assieme ad una sua amica la stessa strada.In un angolo di questa via c’era una mendicante seduta che chiedeva l’elemosina.<span id="more-183"></span> La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.Il poeta non gli dava mai nulla, mentre la sua compagna tutti i giorni gli dava un euro o due.Un giorno la giovane disse al poeta: ma perché non dai mai nulla a quella poveretta ? dovremmo regalare qualche cosa al suo cuore non solo alle sue mani, rispose il poeta Il giorno dopo il poeta arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nelle mani della mendicante e fece l’atto di andarsene. Allora accadde qualche cosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento a terra, prese la mano dell’uomo e la baciò Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.<br />
Per un’intera settimana nessuno la vide più. Otto giorni dopo però era di nuovo seduta nel solito angolo della via. silenziosa ed immobile come sempre.Di che cosa avrà vissuto in tutto questo tempo, in cui nessuno gli ha dato nulla, chiese la giovane?  DELLA ROSA RISPOSE IL POETA.</p>
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		<title>Signore insegnaci</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Signore insegnaci a non amare  non solo noi stessi a non amare soltanto quelli che ci amano.<br /> Insegnaci  pensare agli altri, ad amare quelli che nessuno ama. <br /> Concedici la grazia di capire che, ad ogni istante, mentre noi viviamo una vita troppo felice, ci sono milioni d’esseri umani che muoiono per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signore insegnaci a non amare  non solo noi stessi a non amare soltanto quelli che ci amano.<br />
Insegnaci  pensare agli altri, ad amare quelli che nessuno ama. <span id="more-158"></span><br />
Concedici la grazia di capire che, ad ogni istante, mentre noi viviamo una vita troppo felice, ci sono milioni d’esseri umani che muoiono per la fame, per le guerre, provocate dalla nostra indifferenza, dalla nostra voglia d’avere tutto e subito.<br />
Signore facci capire che il nostro superfluo é quello che potrebbe salvare la vita di milioni di persone.<br />
Signore c’è sempre qualcuno che ci attende lungo le strade della vita.<br />
Poveri che hanno fame, gente che cerca amore, lacrime da asciugare.<br />
Signore insegnaci a camminare non solo con le leggi in mano ma con l’amore.<br />
Insegnaci a non dire mai &#8220;Io mi faccio gli affari miei &#8220;</p>
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		<title>Compagni di volo </title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita; ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita; ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo. <span id="more-121"></span>Insegnami, allora, a librarmi con Te, Perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla, vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia  Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. Ma non basta saper volare con Te, Signore. Tu mi hai dato il compito Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.  Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala , l’unica ala inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te; soprattutto per questo fratello sfortunato, dammi, o Signore, un’ala di riserva.<br />
<strong>Don Tonino Bello</strong></p>
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