Seguire da povero un Dio povero – Charles De Foucauld
Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, amandoti
con tutto il suo cuore, non potrà sopportare di essere
più ricco del suo Beneamato!…
Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, pensando
che tutto ciò che si fa a uno di questi piccoli, lo si fa a Te,
che tutto ciò che non si fa loro, non si fa a Te, solleverà tutte
le miserie che gli stanno vicino!…
Come sarà presto povero colui che accetterà con fede le tue parole:
“Se volete essere perfetti, vendete tutto ciò che possedete e datelo ai poveri”. “Beati i poveri, poiché
chiunque avrà lasciato i suoi beni
per me, riceverà quaggiù il centuplo e, in cielo, la vita eterna”,
e tante altre!
Mio Dio, non so come sia possibile, per certe anime,
vederti povero e rimanere tranquillamente ricche;
vedere se stesse tanto più grandi del loro Maestro, del loro Beneamato, non volerti rassomigliare in tutto, per quanto dipende da loro,
e soprattutto nel tuo annichilimento.
Io voglio con tutto il cuore che ti amino, mio Dio,
però credo che al loro amore manchi qualcosa.
Comunque, per quel che mi riguarda, io non posso concepire
l’amore dissociato dal bisogno, dal bisogno imperioso di conformità,
di rassomiglianza, e soprattutto dal desiderio di condividere
tutte le pene, le difficoltà, le asprezze della vita.
Essere ricco, a mio agio, vivere comodamente dei miei beni,
quando Tu sei stato povero, sei vissuto in strettezze,
campando penosamente di un duro lavoro:
no, non me la sento, mio Dio, io non posso amare così.
Non conviene che il servo sia più grande del Maestro,
né che la sposa sia ricca mentre lo Sposo è povero,
quando è volontariamente povero soprattutto, e perfetto.
Non giudico nessuno, mio Dio, gli altri sono vostri servitori
e miei fratelli, e io non debbo che amarli,
far loro del bene e pregare per essi;
ma a me è impossibile comprendere l’amore
senza la ricerca della rassomiglianza
e senza il bisogno di condividere tutte le croci.