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	<title>Brani e Letture &#187; Storie con morale</title>
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	<description>storie che fanno crescere</description>
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		<title>L&#8217;IMPORTANZA DELLA RIFLESSIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio Annapia per questo racconto.</p> <p>Da due settimane Chiara si stava preparando per partire destinazione Londra dove l&#8217;aspettava il suo ragazzo.</p> Aveva fatto e rifatto piu&#8217; volte la valigia indecisa su quello che doveva portare.L&#8217;incertezza del tempo e l&#8217;emozione, le stavano giocando tiri bassi ed entrambe le cose contribuivano a metterla maggiormente in confusione. Giunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>Ringrazio <strong>Annapia</strong> per questo racconto.</p>
<p>Da due settimane Chiara si stava preparando per partire destinazione Londra dove l&#8217;aspettava il suo ragazzo.</p></div>
<div>Aveva fatto e rifatto piu&#8217; volte la valigia indecisa su quello che doveva portare.L&#8217;incertezza del tempo e l&#8217;emozione, le stavano giocando tiri bassi ed entrambe le cose contribuivano a metterla maggiormente in confusione.<span id="more-316"></span></div>
<div>Giunto il mattino della partenza, chiamo&#8217; un taxi per farsi portare all&#8217;areoporto,dove giunse con un notevole anticipo.Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comperare un libro Compro&#8217; anche un pacchetto di biscotti e si diresse nella sala d&#8217;attesa VIP per stare piu&#8217; tranquilla.</div>
<div>Accanto a lei c&#8217;era una sedia con i biscotti e dall&#8217;altra parte ,un distinto signore intento a leggersi un giornale.</div>
<div>Chiara si guardo&#8217; un po&#8217; attorno,infine dopo averlo estratto dalla borsa,apri&#8217; il libro nell&#8217;intento di leggerlo,allungo&#8217; la mano per prendere il primo biscotto,ma contemporaneamente anche l&#8217;uomo accanto ne prese uno,lei si senti&#8217;indignata ma non disse nulla e continuo&#8217; a leggere il suo libro. Tra se&#8217; penso&#8217; &#8220;Ma tu guarda,se solo avessi un po&#8217; di piu&#8217; di coraggio l&#8217;avrei insultato&#8230;&#8221;</div>
<div>Cosi&#8217; ogni volta che lei prendeva un biscotto,il signore accanto a lei,senza scomporsi allungava la  mano prendendone uno anche lui&#8230;proseguirono cosi&#8217; finche&#8217; non rimase che un solo biscotto e Chiara penso&#8217;&#8221;adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!&#8221;</div>
<div>Il signore sempre senza distogliere lo sguardo dal suo giornale,prese l&#8217;ultimo biscotto e lo spezzo&#8217; in due prendendo  la sua meta&#8217;.</div>
<div>&#8220;Questo e&#8217; troppo &#8220;penso&#8217;e comincio&#8217; a sbuffare indignata,prese le sue cose,il libro e la borsa e si diresse verso l&#8217;uscita della sala d&#8217;attesa.</div>
<div>Quando si senti&#8217; un po&#8217; meglio e la rabbia era un po&#8217; svanita,si sedette su di una sedia lungo il corridoio per evitare altri spiacevoli incontri.Chiuse il libro ed apri&#8217; la borsa per infilarlo dentro ma con grande sorpresa s&#8217;accorse che il pacchetto di biscotti era ancora li&#8217; tutto intero nel suo interno.</div>
<div>Provo&#8217; un immenso senso di vergogna capendo che quel pacchetto di biscotti simile al suo era di quel signore seduto accanto a lei che pero&#8217; aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato,nervoso o superiore,al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura sentita ferita nell&#8217;orgoglio.</div>
<div>La conclusione e&#8217; evidente.Quante volte nella nostra vita abbiamo mangiato e mangeremo i biscotti di un altra persona senza saperlo&#8230;.Dunque,prima di arrivare ad un giudizio affrettato e prima di pensare male di una persona,guardiamo con piu&#8217; attenzione le cose,riflettendoci a lungo,perche&#8217; molto spesso le situazioni non sono proprio come appaiono..</div>
<div><span style="font-family: 'arial black', sans-serif;"><br />
</span></div>
</div>
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		<title>I musicanti di Brema</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 18:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>C’era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai non era più capace di portare pesi e si stancava facilmente, per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla ad aspettare la morte.<br /> L’asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai non era più capace di portare pesi e si stancava facilmente, per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla ad aspettare la morte.<br />
L’asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della sua vita. Decise di andarsene a Brema, dove sperava di poter vivere facendo il musicista.<span id="more-300"></span><br />
Si era incamminato da poco quando incontrò un cane, magro e ansante.<br />
&#8220;Come mai hai il fiatone?&#8221; gli chiese.<br />
&#8220;Sono dovuto scappare in tutta fretta per salvare la pelle&#8221; gli rispose il cane. &#8220;Il mio padrone voleva uccidermi, perché ora che sono vecchio non gli servo più&#8221;.<br />
&#8220;Purtroppo è vero – continuò &#8211; non sono più capace di rincorrere la selvaggina come una volta, e sono così debole che non spavento più nessuno. Ma ora come farò a procurarmi da mangiare?&#8221;concluse depresso.<br />
&#8220;Vieni a Brema con me&#8221; suggerì l’asino. &#8220;Laggiù faremo fortuna con la musica: io suonerò il liuto e tu mi darai il ritmo con il tamburo&#8221;<br />
Il cane accettò la proposta e s’incamminò con il nuovo amico.<br />
Non avevano percorso molta strada che s’imbatterono in un gatto che miagolava disperato.<br />
&#8220;Cosa ti è successo per lamentarti in questa maniera?&#8221; gli chiese l’asino.<br />
&#8220;Sono vecchio e soffro d’artrite, per questo non sono più agile come una volta e devo stare al caldo. Ma vedendomi riposare vicino al caminetto, ieri il mio padrone si è infuriato, mi ha accusato di essere un fannullone, mi ha rimproverato di non saper acciuffare nemmeno un topolino e mi ha cacciato da casa. Senza pietà! Pensare che l’ho servito fedelmente per tutta la vita!… Ora non so proprio dove andare, non so proprio come sbarcare il lunario!&#8221; rispose singhiozzando il gatto.<br />
&#8220;Allora vieni a fare il musicista con noi a Brema&#8221; gli dissero insieme l’asino e il cane.<br />
Il gatto non se lo fece ripetere due volte e pieno di speranza si unì a loro.<br />
Passando davanti ad una fattoria, furono distratti da un gallo che schiamazzava rincorso da una massaia.<br />
&#8220;Mi vuole tirare il collo! Vuole me perché non ha un tacchino da cucinare per il pranzo della domenica! Mi vuole tirare il collo!&#8221; urlava terrorizzato.<br />
I tre compari gli gridarono: &#8220;Vieni con noi! Con la tua bella voce conquisteremo Brema!&#8221;<br />
Non ebbero il tempo di aggiungere altro che, appollaiato sulla schiena dell’asino, sentirono il gallo che li incitava:<br />
&#8220;Corriamo, corriamo, prima che la padrona mi acchiappi!&#8221;<br />
Una corsa disperata fin nel folto del bosco. Lì finalmente ripresero fiato!<br />
Ormai si era fatto buio e, si sa, di notte non è prudente viaggiare. Dovevano cercare qualcosa da mangiare e un posto per dormire almeno per quella notte. Rifocillati e riposati, l’indomani sarebbero ripartiti per Brema.<br />
Fu allora che sentirono dei rumori …<br />
Nascosti tra i cespugli, si guardarono intorno … videro una casa: ecco da dove arrivavano brusio, risate e… un profumo d’arrosto!<br />
Erano così stanchi e così affamati!<br />
Cercando di non fare rumore si avvicinarono alla casa e, con cautela, sempre senza farsi scorgere, guardarono all’interno attraverso la finestra.<br />
Non potevano credere ai loro occhi! In mezzo alla stanza c’era un tavolo colmo di buone cose: un tacchino ripieno, mortadelle invitanti, formaggi di tutti i tipi, pane d’ogni forma, torte stupende, frutta profumata,…<br />
&#8220;Potremmo chiedere ospitalità…&#8221; non ebbero il tempo di aggiungere altro, che i quattro amici videro avvicinarsi al tavolo quattro ceffi paurosi. Dunque quello era il covo dei briganti!<br />
Se quei tipacci li avessero visti, sarebbe stata la loro fine!<br />
Si sa che la fame aguzza l’ingegno!<br />
Nascosti tra i cespugli, studiarono un piano diabolico, che avrebbe spaventato quei briganti, così da obbligarli a scappare dal loro covo e da lasciare tutto quel ben di dio da mangiare a loro completa disposizione.<br />
Nel buio e nella tranquillità della notte, interrotti solo dalla luce che irradiava dall’interno della casa e dal vociare sguaiato dei briganti, si avvicinarono alla finestra.<br />
In silenzio perfetto l’asino appoggiò le zampe sul davanzale, il cane balzò sul dorso dell’asino, il gatto si arrampicò fin sulla testa del cane e il gallo si appollaiò sulle spalle del gatto.<br />
Quindi ad un cenno dell’asino, diedero inizio al loro primo concerto:<br />
… e fu tutto un ragliare, abbaiare, miagolare e schiamazzare.<br />
Un inferno! Terrorizzati, i quattro briganti cercarono la salvezza fuori dalla casa, ma all’uscita furono investiti da un essere che calciava, graffiava, mordeva, beccava!<br />
Un INFERNO! Scapparono per non tornare mai più in quel luogo maledetto!<br />
I quattro amici non ci pensarono due volte: si precipitarono all’interno della casa, senza esitare si sedettero intorno al tavolo… e …<br />
credo che siano ancora lì che mangiano e ridono, che ridono e mangiano…<br />
Lì era il Paradiso!</p>
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		<title>Il nibbio maestro di povertà</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 10:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un nibbio, che teneva un pesce nel becco, era inseguito da uno stormo di gabbiani, cormorani e altri uccelli da preda che lo colpivano in ogni modo pur di portargli via il pesce. Dovunque andasse, un codazzo assordante e prepotente lo seguiva. Alla fine, esasperato, mollò il pesce. Un altro uccello lo afferrò e fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nibbio, che teneva un pesce nel becco, era inseguito da uno stormo di gabbiani, cormorani e altri uccelli da preda che lo colpivano in ogni modo pur di portargli via il pesce. Dovunque andasse, un codazzo assordante e prepotente lo seguiva. Alla fine, esasperato, mollò il pesce. Un altro uccello lo afferrò e fu a sua volta inseguito da tutta la banda . <span id="more-294"></span>Il nibbio, finalmente tranquillo, si posò in pace sul ramo di un albero. Un monaco, che aveva veduto la scena, notando la calma e la pace dell&#8217;uccello, gli s&#8217;inginocchiò davanti dicendogli: «D&#8217;ora in avanti sarai tu il mio maestro poiché mi hai insegnato che la pace dello spirito non è possibile quaggiù se non si sa rinunciare alle cose accessorie».</p>
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		<title>Il lupo e l&#8217;agnello &#8211; fedro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 22:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Allo stesso rivo erano giunti il lupo e l&#8217;agnello spinti dalla sete; in alto stava il lupo e molto più in basso l&#8217;agnello. Ed ecco che il predone, stimolato dalla sua gola maledetta, tirò fuori un pretesto per litigare. «Perché», disse, «mi hai intorbidato l&#8217;acqua proprio mentre bevevo?». E il batuffolo di lana, pieno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allo stesso rivo erano giunti il lupo e l&#8217;agnello spinti dalla sete; in alto      stava il lupo e molto più in basso l&#8217;agnello. Ed ecco che il predone,      stimolato dalla sua gola maledetta, tirò fuori un pretesto per litigare.      «Perché», disse, «mi hai intorbidato l&#8217;acqua proprio      mentre bevevo?».<span id="more-249"></span> E il batuffolo di lana, pieno di paura, risponde: «Scusa,      lupo, come posso fare quello che recrimini? È da te che scorre giù      l&#8217;acqua fino alle mie labbra». Respinto dalla forza della verità,      il lupo esclama: «Sei mesi fa hai sparlato di me». L&#8217;agnello ribatte:      «Io? Io non ero ancora nato». «Perdio», lui dice,      «è stato tuo padre a sparlare di me». E così lo      abbranca e lo sbrana, uccidendolo ingiustamente.</p>
<p>Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti      con false accuse.</p>
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		<title>Il cinghiale e la formica (rispetto)</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 10:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center"></p> <p style="text-align: center">Le grida si sentivano sino al limitare della foresta. C&#8217;era pure una musica assordante che infastidiva parecchio. Martina la formica decise che ne aveva abbastanza e chiese il permesso di smettere di lavorare per andare a vedere che cosa stava succedendo.</p> <p style="text-align: center">Non fu difficile per lei capire da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-227 alignnone" src="http://branieletture.lucainnocenti.com/files/2010/01/cinghiale1-300x224.gif" alt="cinghiale" width="300" height="224" /></p>
<p style="text-align: center">Le grida si sentivano sino al limitare della foresta. C&#8217;era pure una musica assordante che infastidiva parecchio. Martina la formica decise che ne aveva abbastanza e chiese il permesso di smettere di lavorare per andare a vedere che cosa stava succedendo.</p>
<p style="text-align: center">Non fu difficile per lei capire da dove proveniva tutto quel rumore e anche indovinare chi poteva esserne il responsabile. Grugno, il cinghiale nero più arrogante del Bosco, stava festeggiando il suo compleanno con altri animali di cui, stando a quanto riferiva la Talpa Cesira &#8211; nota ai più per essere sempre la prima a sapere tutte le novità &#8211; era meglio diffidare. Spiedini, avanzi di cibo e bottiglie di bibite erano rovesciati ovunque.<span id="more-226"></span></p>
<p style="text-align: center">&#8220;Ma come ti permetti di fare tutto questo baccano!&#8221; urlò la piccola formica con tutto il fiato che aveva in gola. Grugno, infastidito da quella brusca interruzione, alzò un sopracciglio con fare superiore e ringhiò: &#8220;Piccolo, insignificante animale che non sei altro! Come osi interrompere la MIA festa! Non vedi che ho ospiti? Io non ho bisogno del permesso di nessuno per divertirmi&#8221;, e così dicendo scagliò con una zampa una lattina vuota verso Martina . La formichina la scansò per un pelo e rispose &#8220;Tu non hai rispetto per niente e nessuno ma ricorda che un po&#8217; di umiltà sta bene anche in casa degli animali più grossi!&#8221; e così dicendo se ne andò imprecando a bassa voce.</p>
<p style="text-align: center">Passò il tempo, Martina continuò a lavorare incessantemente con le sue colleghe per garantirsi un inverno abbondante di cibo. Un giorno venne a sapere (sempre dalla solita Cesira la Talpa) che Grugno, durante una delle sue scorribande, si era rotto una zampa. Il cinghiale si diceva fosse a letto, solo e impossibilitato a procurasi il cibo, e data la scarsa simpatia che nutriva tra gli animali del Bosco, non c&#8217;era da meravigliarsi che nessuno fosse andato a trovarlo.</p>
<p style="text-align: center">Martina pensò e ripensò, e infine decise di preparare una bella teglia di maccheroni e di portarla  a Grugno. Lo trovò mesto, dimesso e nei suoi occhi tutta la superbia era sparita. Non appena si accorse della formichina una lacrima scese silenziosa sulle sue ispide guance: &#8220;Io &#8211; cominciò &#8211; non sono cattivo. Volevo dimostrare a tutti di essere il più forte e il più importante fra gli animali del Bosco. Ho mancato di rispetto a te, Martina, e a tutti gli altri e ti chiedo scusa&#8221;.</p>
<p style="text-align: center">&#8220;Non solo ci hai deriso e trattato male &#8211; replicò la formica &#8211; ma durante tutte quelle feste che hai fatto hai sprecato un sacco di cibo che ti sarebbe potuto tornare utile in questo momento. Ora mangia, rimettiti in forma e spero che questa lezione ti sia servita a qualcosa&#8221;. E così dicendo pensò di averlo redarguito abbastanza e con un mezzo sorriso gli porse la teglia, certa che a volte la vita insegna più di mille discorsi.</p>
<p style="text-align: center"><br class="webkit-block-placeholder" /></p>
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		<title>L&#8217;usignolo dell&#8217;imperatore</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 22:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;antica Cina c&#8217;erano tante cose meravigliose ma, secondo il giudizio concorde dei visitatori, ce n&#8217;era una più bella di tutte le altre: il canto dell&#8217;usignolo che si sentiva nella foresta.</p> <p>L&#8217;imperatore venne a saperlo e mandò a cercare l&#8217;uccello, che non aveva ancora mai udito. Fu molto deluso vedendo un animale un po&#8217; bruno, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;antica Cina c&#8217;erano tante cose meravigliose ma, secondo il giudizio concorde dei visitatori, ce n&#8217;era una più bella di tutte le altre: il canto dell&#8217;usignolo che si sentiva nella foresta.</p>
<p>L&#8217;imperatore venne a saperlo e mandò a cercare l&#8217;uccello, che non aveva ancora mai udito. Fu molto deluso vedendo un animale un po&#8217; bruno, un po&#8217; grigio, dall&#8217;aspetto abbastanza comune. <span id="more-223"></span>Ma quando lo ascoltò cantare si sciolse in lacrime di commozione. Per l&#8217;usignolo questa fu la migliore ricompensa, l&#8217;onore più grande che avrebbe potuto desiderare.</p>
<p>Tempo dopo, l&#8217;imperatore ricevette in dono un altro usignolo. Questo era molto più sfarzoso, con le piume di tutti i colori, tempestate di pietre preziose. Era meccanico, naturalmente, e cantava grazie a un congegno nascosto nell&#8217;interno, e aveva molti vantaggi rispetto all&#8217;usignolo vero: per esempio non c&#8217;era bisogno di fargli la guardia perché non scappasse, cantava ciò che si voleva ascoltare, e soltanto quando gli si caricava la molla. Per farla breve, l&#8217;usignolo meccanico divenne l&#8217;idolo di tutta la corte, mentre l&#8217;usignolo vero venne addirittura cacciato via.</p>
<p>Passò qualche mese e l&#8217;usignolo meccanico non cantò più: gli si era rotta la molla e nessuno fu in grado di ripararla. Ma l&#8217;imperatore si era talmente abituato ad addormentarsi con quella musica incantevole che non riuscì più a dormire e si ammalò talmente tanto che i medici dissero che non sarebbe arrivato all&#8217;indomani.</p>
<p>Ma quando fu notte giunse l&#8217;usignolo vero, che non aveva scordato le lacrime commosse della prima volta che aveva cantato davanti all&#8217;imperatore. Mosso da compassione cantò ancora per tutta la notte e l&#8217;imperatore si addormentò. Al mattino i medici lo trovarono vispo e allegro.</p>
<p>(H.C. Andersen)</p>
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		<title>La mendicante e la rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>UN GIORNO SENZA FAME, IL PIU’ BELLO DELLA STORIA<br /> Un poeta che viveva in una grande città per andare all’università, percorreva ogni giorno, assieme ad una sua amica la stessa strada.In un angolo di questa via c’era una mendicante seduta che chiedeva l’elemosina. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN GIORNO SENZA FAME, IL PIU’ BELLO DELLA STORIA<br />
Un poeta che viveva in una grande città per andare all’università, percorreva ogni giorno, assieme ad una sua amica la stessa strada.In un angolo di questa via c’era una mendicante seduta che chiedeva l’elemosina.<span id="more-183"></span> La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.Il poeta non gli dava mai nulla, mentre la sua compagna tutti i giorni gli dava un euro o due.Un giorno la giovane disse al poeta: ma perché non dai mai nulla a quella poveretta ? dovremmo regalare qualche cosa al suo cuore non solo alle sue mani, rispose il poeta Il giorno dopo il poeta arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nelle mani della mendicante e fece l’atto di andarsene. Allora accadde qualche cosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento a terra, prese la mano dell’uomo e la baciò Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.<br />
Per un’intera settimana nessuno la vide più. Otto giorni dopo però era di nuovo seduta nel solito angolo della via. silenziosa ed immobile come sempre.Di che cosa avrà vissuto in tutto questo tempo, in cui nessuno gli ha dato nulla, chiese la giovane?  DELLA ROSA RISPOSE IL POETA.</p>
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		<title>Come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 04:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno a conversare con Dio e gli chiese: Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno. Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all&#8217;interno. Al centro della stanza, c&#8217;era una grandissima tavola rotonda.   Sulla tavola, si trovava un grandissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno a conversare con Dio e gli chiese: Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno. Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all&#8217;interno. <span id="more-154"></span>Al centro della stanza, c&#8217;era una grandissima tavola rotonda.   Sulla tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant&#8217;uomo sentì l&#8217;acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall&#8217;aspetto livido e malato.   Avevano tutti l&#8217;aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici  lunghissimi, legati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po&#8217;, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del braccio, non potevano portare il cibo alla bocca. Il sant&#8217;uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro  sofferenze. Dio disse: &#8216; Hai appena visto l&#8217;Inferno &#8216;. Dio e l&#8217;uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l&#8217;aprì. La scena che l&#8217;uomo vide era identica alla precedente. C&#8217;era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso, che gli fece ancora venire l&#8217;acquolina in bocca, e le persone intorno alla tavola avevano anch&#8217;esse i cucchiai dai lunghi manici.<br />
Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant&#8217;uomo disse a Dio: &#8216; Non capisco !&#8217; &#8211; E&#8217; semplice &#8211; rispose Dio &#8211; dipende da un&#8217;abilità: essi hanno appreso a nutrirsi reciprocamente tra loro, mentre gli altri non pensano che a loro stessi. Quando Gesù è morto sulla croce, pensava a te.</p>
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		<title>L’Orchestrana che diventò Orchestrina</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.<br /> Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.<br />
Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. <span id="more-123"></span>Non solo, ma ciascuno voleva suonare le melodie che aveva nel cuore e non accettava di eseguire uno spartito. Tutti ritenevano ciò una imposizione intollerabile che violava la loro libertà di espressione.<br />
Quando al mattino si svegliavano ognuno cominciava a suonare liberamente le proprie melodie e per superare gli altri usava i toni più forti e violenti. Risultato: un inferno di caotici rumori. Sicché tutti chiamavano quel complesso l’Orchestrana.<br />
Una notte capitò che la batteria non riuscisse a chiudere occhio per il nervoso. Per passare il tempo cominciò a scatenarsi con le sue percussioni. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Per la prima volta tutti gli strumenti si trovarono d’accordo su una cosa: la decisione di andare ognuno per conto suo.<br />
Stavano per uscire quando alla porta bussò una bacchetta con uno spartito sotto il braccio in cerca di strumenti da dirigere.<br />
Parlando con garbo e diplomazia chiese loro di fare una nuova esperienza, quella di suonare ognuno secondo la propria natura, ma con note, ritmi e tempi armonizzati.<br />
“Con un occhio guardate lo spartito, con l’altro i miei cenni, dopo che avrò dato il via, disse la bacchetta”.<br />
Un po’ perché erano molto stanchi del caos in cui vivevano, un po’ per la curiosità di fare una nuova esperienza, accettarono.<br />
Si misero a suonare con passione dando ognuno il meglio di se stesso e con una obbedienza totale alla bacchetta… magica.<br />
A mano a mano che andavano avanti si ascoltavano l’un l’altro con grande piacere. Quando la bacchetta fece il cenno della fine un’immensa felicità riempiva il loro cuore: avevano eseguito il famoso Inno alla gioia di Beethoven. L’Orchestrana era diventata un’Orchestrina.</p>
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		<title>Compagni di volo </title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca - B&#38;L</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>
		<category><![CDATA[Storie con morale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita; ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita; ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo. <span id="more-121"></span>Insegnami, allora, a librarmi con Te, Perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla, vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia  Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. Ma non basta saper volare con Te, Signore. Tu mi hai dato il compito Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.  Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala , l’unica ala inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te; soprattutto per questo fratello sfortunato, dammi, o Signore, un’ala di riserva.<br />
<strong>Don Tonino Bello</strong></p>
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